PROGRAMMA
- Sabato 17 ottobre 2026 – ore 10-13 e 15-18
Sabrina Barbante, Sabotare gli algoritmi. La scrittura indipendente nell’era del feudalesimo digitale
Per oltre vent’anni il blogging ha rappresentato uno degli strumenti più efficaci di democratizzazione della parola scritta. Oggi, nell’epoca delle piattaforme, delle intelligenze artificiali e dell’economia dell’attenzione, scrivere online significa comprendere le infrastrutture che decidono chi verrà letto, da chi e perché. Questo laboratorio nasce per riflettere sul rapporto tra scrittura, potere e autonomia digitale e per esplorare strumenti concreti che permettano di costruire ancora spazi di espressione indipendente. - Domenica 15 novembre 2026 – ore 10-13 e 15-18
Simona Cleopazzo, Fare luce. Laboratorio di scrittura sul rapporto tra scrittura e fotografia
La parola fotografia deriva dal greco antico ed è composta dai due termini φῶς (phôs, pronuncia fos), luce e γραφή (graphè, pronuncia grafé), scrittura o disegno. Quindi, scrittura eseguita con la luce. La fotografia e la scrittura sono due strumenti per comunicare e in questo laboratorio mi piacerebbe esplorarli grazie ai libri di Annie Ernaux, Yasmina Reza e Marguerite Duras che esprimono tre filosofie opposte e interessanti. - Sabato 19 dicembre 2026 – ore 9-12 e 16-19
Elisabetta Liguori, Clito e Cloto. Le rappresentazioni letterarie del piacere femminile
A voler scrivere del piacere delle donne non si può che partire dai Tre saggi sulla teoria sessuale, in cui Freud distingueva l’orgasmo clitorideo, cioè infantile, da quello vaginale, cioè maturo, decretando la subordinazione del piacere alla penetrazione. Ma ormai lo sappiamo bene che Freud non ne capiva nulla di donne. Siamo andate avanti, non tanta strada, non da tanto tempo, ma siamo andate avanti. Nel 1953 Alfred Kinsey ha dimostrato l’importanza della masturbazione e della stimolazione clitoridea, rivelando che il piacere femminile non è un riflesso di quello maschile, quindi la narrazione è un po’ cambiata. Ma non del tutto. Soltanto alla fine degli anni Sessanta, quando la coppia Masters e Johnson ha mappato il ciclo completo della risposta sessuale, confermando l’esistenza dello specifico desiderare delle donne, un nuovo mondo, prima solo sospettato, vergognosamente lambito, è diventato reale. Un mondo, una lingua, un immaginario ancora oscuri, forse non del tutto restituiti alla loro necessaria letteratura, che vogliamo provare a esplorare insieme. - Venerdì 8 – Sabato 9 – Domenica 10 gennaio 2027 – ore 19-21
Sofia Aurilio, Cartografare il virtuale, defamiliarizzare il presente: Fare fantascienza con Ursula K. Le Guin
La letteratura fantascientifica ha spesso risentito di una ricezione critica che ha codificato il genere come tendenzialmente escapista, lontano dal mondo attuale. Lo spazio e il tempo della fantascienza appaiono, in effetti, spesso lontani: ambientati in mondi remoti o futuri. Questo laboratorio nasce dal desiderio di interrogarsi in modalità collettiva sulla fantascienza come genere del qui e ora. Nel corso di questi incontri, Ursula Le Guin sarà la guida e il fulcro di ispirazione per riflettere su una visione della fantascienza come strumento critico e creativo sul presente. In Le Guin, la fantascienza (ri)prospettivizza e defamiliarizza i nostri mondi, tempi e spazi—dando vita a cartografie immaginative e virtuali profondamente stimolanti. - Domenica 21 febbraio 2027 – ore 10-13 e 15-18
Stefania Zecca, Aliquod linae desiderantur
Aliquod linea desiderantur, letteralmente “mancano alcune righe”. Nella poesia il principio della sottrazione e del silenzio sono fondanti. Prendersi la responsabilità di sapere cosa togliere e cosa tenere significa agire una scelta tra ciò che è superfluo e ciò che è necessario. Un taglio voluto. “Mancano alcune righe” diventa perdita intenzionale e necessaria per non inficiare il significato ma renderlo raggiungibile, parlante. - Sabato 6 marzo 2027 – ore 10-13 e 15-18
Loredana De Vitis, odiosissime
Le donne sono le peggiori nemiche delle donne, recita un vecchio adagio che non descrive ma prescrive: siate nemiche le une delle altre, così che alla vostra subordinazione possiate voi stesse lavorare, così che al vostro destino di oppresse non possiate sfuggire. Poi arriva la sorellanza insegnata dal femminismo: complottate, reagite, lottate contro la vostra subordinazione da sorelle, complici, alleate. È una strada rivoluzionaria, ma poi dovremmo, allora, rallegrarci di una fascista al potere per il fatto che è una donna? A partire dalla lettura di stralci di opere di narrativa speculativa, saggi e pamphlet politici, il laboratorio propone di lavorare su personagge odiosissime per ricordare, analizzare, riscrivere la Storia e le storie della mai esistita e inesistente Donna e delle molte donne esistenti, immaginarie, possibili. - Sabato 3 aprile 2027 – ore 10-13 e 15-18
Andrea Donaera, I mondi secondari
Il workshop consiste nel fatto che parliamo di un po’ di cose: cose che mi sembra di aver più o meno capito, attorno alla faccenda dello scrivere, in questi quindici anni. E proviamo (provate) pure a scrivere qualcosa, e vediamo che succede. Parliamo di letteratura, sì, ma ovviamente non solo: parliamo pure di quadri, di dischi, di film, di videogiochi, di filosofia, di teatro, di serie tv, di psicanalisi. Il workshop si chiama “I mondi secondari” perché partiamo un po’ da un discorso di J.R.R. Tolkien, che lo fa in un saggio piuttosto fondamentale, si chiama “Sulle fiabe” (in Italia venne pubblicato nel volume “Albero e foglia” e poi ne “Il Medioevo e il fantastico”): un discorso attorno ai concetti di “mondi secondari” e “subcreazione”. Un magistero, condensato, ma piuttosto notevole. Che, secondo me, può essere utile a quelle persone che hanno voglia di mettersi a scrivere cose proprie. E poi, va be’, da lì andremo un attimo a spaziare su altri discorsi che, speriamo, possano sembrare utili.
